Brunello di Montalcino, il grande re!

Famoso e super-richiesto, ma perché?

Il Brunello di Montalcino: il vino d'Italia più famoso nel mondo... il più sognato, il più richiesto, il più amato. Ti stupisce che Montalcino sia tra le prime mete enoturistiche per i #winelover?


Quando si parla di vino Toscano si parla quasi sempre di uva Sangiovese, eppure è una varietà capricciosa che in diversi ambienti geografici sviluppa caratteristiche e dà vita a vini con identità differenti, e cambia pure nome: Brunello è il nome con cui viene chiamato il Sangiovese a Montalcino e Prugnolo a Montepulciano. Ma con il Sangiovese si fanno anche il Chianti, il Carmignano... fratelli diversi, perché diversi territori danno vini diversi.

Il Brunello di Montalcino è il grande re. Solo uve coltivate localmente, vino prodotto e imbottigliato solo a Montalcino, nella provincia di Siena e nella parte sud-orientale della Toscana rinchiuso da tre fiumi Orcia, Asso e Ombrone, a metà strada tra la costa tirrenica e l'Appennino. Variano i terreni, variano le altitudini sempre collinari tra i 100 e i 600 metri, varia il clima più mediterraneo nella parte bassa e vicina alla costa e più rigido man mano che ci si avvicina ai monti. Ma in media i fattori sono adatti per ospitare una viticoltura nobile e dar vita a un super vino: piogge temperature vento esposizioni soleggiate e assenza di nebbie e gelate e maturazioni ottime delle uve. Tutto è perfetto!

Anche la vinificazione e l'affinamento sono assolutamente regolate dal “Disciplinare di produzione” e il vino deve obbligatoriamente attendere cinque anni per essere messo in commercio, di cui almeno due in legno, più precisamente in contenitori di rovere, botte o barrique o altre dimensioni, e di almeno quattro mesi in bottiglia …. et voilà: quest'anno finalmente possiamo assaggiare il 2015!! Eh sì, perché ogni annata è diversa, la posizione geografica dei vigneti, lo stile di vinificazione del produttore, sono importanti, ma in certe annate eccessiva pioggia o troppo sole possono influire sul risultato: la 2015 è considerata una grande annata, a 5 stelle, una delle migliori di questo millennio! Definita “solare” proprio perché il sole è stato costante ma mai eccessivo così come le precipitazioni, sufficienti a dissetare le piante ma non troppe...

 

Un'altra caratteristica importante del Brunello è che è prodotto con 100% Sangiovese, solo un vitigno in purezza. La storia di questo vino ovviamente si perde nella notte dei tempi, ma fino all''800 il vino più importante e apprezzato era il vino dolce della zona, il Moscadello di Montalcino (la storia è simile alla fortuna del Recioto della Valpolicella fino all'arrivo dell'Amarone). Il Brunello comincia ad avere successo nel tardo XIX secolo, o meglio l'idea del vino come lo intendiamo ora, che trova le sue radici nell'Ottocento e ha come padri nomi noti della denominazione. Uno fra tutti Clemente Santi e poi il nipote Ferruccio Biondi Santi per primi pensarono al suo utilizzo in purezza. Sì, forse non l'hai mai notato, ma i vini più famosi e storici italiani sono blend di diverse uve: il Valpolicella (Corvina Corvinone Rondinella...) il Chianti (Sangiovese e altre) l'Orvieto (Grechetto, Trebbiano toscano, Verdello…). Ma i produttori del Brunello hanno sempre creduto così fortemente in questa loro uva da volerla vinificare da sola, senza l'aggiunta di altre varietà che avrebbero potuto abbassarne la qualità e cambiarne l'identità. Naturalmente il vero boom di questo vino è stato dopo la Seconda guerra mondiale, quando sono state definite le regole di produzione valide della DOCG e la fama è volata in tutta Italia e all'estero.

Che vino ti aspetti di trovare in bottiglia dopo tutti questi racconti?

Vigneti spettacolari nei luoghi più blasonati d'Italia, almeno cinque anni di invecchiamento, l'attenzione dei collezionisti del mondo intero che cercano di aggiudicarsi le annate più riuscite e i nomi più blasonati....ricorda anche che il Brunello è uno dei vini da bere subito (noi non resistiamo... ;-) ), ma che secondo gli appassionati può essere conservato per anni per poterlo bere con note “terziarie” ovvero note complesse che si sviluppano con il tempo e quando ha raggiunto equilibrio e morbidezza arrotondando gli spigolosi tannini.

Ciliegia! In primis frutta rossa, ma ricorda che, pur sotto l'ombrello della stessa denominazione, il Brunello può mostrare un'ampia gamma di aromi di frutta rossa, matura ma anche in confettura o sotto spirito; non è raro trovare sentori floreali di fiori secchi, viola, rosa canina o geranio; classiche sono le note vegetali e balsamiche (salvia o eucalipto), talvolta sentori animali, e poi pepe nero, liquirizia, caffè, cacao, tabacco, cuoio ecc. Anzi, più il Brunello invecchia più gli aromi diventano complessi.

Vuoi a questo punto sapere con cosa abbinarlo?

Il Brunello è un vino strutturato e ricco, ma anche elegante. Tradizionalmente viene abbinato con piatti ricchi come la selvaggina, o carni preparate con sughi e intingoli... infatti secondo le regole classiche dell'abbinamento, un grande vino deve essere accostato ad un grande piatto, con gusti intensi e persistenti. Poco adatto al pesce, ma un vero trionfo per gli amanti della carne, che possono mettersi ai fornelli e sbizzarrirsi con un numero innumerevole di ricette: Cinghiale e Fagiano, ma anche Spezzatino di Manzo, Filetto al lardo o al tartufo, Agnello carré o costine, perché non Anatra al miele... insomma basta lasciar andare la fantasia! Se non sei per le cotture lunghe, una costata di chianina è il Top!

Per chi non è un fan della carne, niente paura: leggi i nostri consigli su come abbinare grandi rossi a piatti vegetariani. Basta usare ingredienti con gusti profondi intensi. Ricorda che Montalcino è anche famoso per la produzione di funghi, tartufo e zafferano che danno spessore e intensità aromatica ad un semplice seitan. E se ami i formaggi... procedi con formaggi stagionati possibilmente ovini come il classico Pecorino Toscano!

Alcuni tips per il vostro viaggio alla scoperta di Montalcino!

Al Team di Vinicum piace cucinare a casa e assaggiare il vino con calma e tranquillità... ma la gioia di provare il vino nel luogo dove è stato prodotto ha un fascino del tutto diverso. Pensa già a programmare una gita in Val d'Orcia per l'autunno, in tempo di vendemmia i colori sono esuberanti ed emozionanti. Vale la pena visitare la cittadina di Montalcino. Il borgo storico, arroccato su una collina, è rimasto intatto dal XVI secolo, circondato da solide mura e dominato dalla Fortezza medicea. Il panorama che si gode è spettacolare dal Monte Amiata alla Val d'Orcia e alle Crete Senesi. Si va lì per i paesaggi, per il vino... ma anche per il cibo, per i prodotti della terra e dell'allevamento. Quindi organizzati per tempo, scegli i ristoranti più tipici, ma anche fattorie, casari e allevatori da visitare per acquistare direttamente dal produttore le migliori specialità della zona...


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