GINaissance - Storia del Gin

Sei un Fan della GINaissance e vuoi saperne di più? Dal 16° secolo il Gin non smette di affascinare e appassionare in tutto il mondo

Il Gin sta attraversando un momento di grande popolarità, nascono distillerie artigianali ovunque (Craft-Gin) e ginerie specializzate dove si possono assaggiare prodotti fatti in ogni stile, nel Regno Unito poi è esploso il Gin Tourism, con visite e assaggi presso le tante distillerie. Eccoti alcune informazioni utili per scegliere quello giusto, sei pronto per un breve viaggio nel mondo dello Spirit più pop del momento?

 

Il Gin e i suoi ingredienti

Innanzitutto cos’è il Gin? È un distillato, solitamente di cereali, incolore, aromatizzato con i cosiddetti Botanicals, uno su tutti non può assolutamente mancare, le bacche di ginepro da cui questo alcolico prende il nome. Ma a seconda del gusto del distillatore, si possono selezionare da un minimo di 7 ad un massimo di 47 fra spezie, erbe, bucce di agrumi, semi, qualche ricetta vede anche l’uso di ingredienti come gli asparagi, i petali di rosa, i cetrioli o le fave di cacao.

Ovviamente la ricetta di ogni distilleria è severamente segreta! Variano i Botanicals ma anche il loro utilizzo, c’è chi sceglie di farli macerare nell’alcol di base, chi lascia che sia il vapore dell’alambicco a carpire le essenze in fase di ri-distillazione e chi invece aggiusta l’aroma della bevanda alla fine. Ad ogni distilleria il proprio stile!

Dove è nato il Gin

La prima codifica ufficiale risale al XVI secolo in Olanda, dove veniva chiamato Genever. Anche se probabilmente ben diverso da quello che beviamo ora, il Ginepro era già l’ingrediente fondamentale grazie alle sue proprietà medicinali. Curiosamente, uno dei nomi utilizzati dagli inglesi in seguito è Dutch Courage perché veniva usato dai soldati inglesi per prender coraggio e affrontare le battaglie!

Ti piace il Gin on the rocks?

Conosciamo tutti i cocktails più classici, ma il Gin è superlativo anche servito da solo semplicemente con qualche cubetto di ghiaccio, certo dev’essere elegante, morbido e vellutato. Michael Claessens, un giovane imprenditore inglese di origini olandesi, aveva esattamente questo obiettivo quando ha creato il Barentsz: esplorare un concetto diverso di Gin, con altissima qualità, eleganza al palato e Botanicals freschi e delicati proprio per poterlo bere in purezza on the rocks. E lo ha chiamato Willem Barentsz, come il navigatore olandese ed esploratore dell’artico che ha organizzato tre spedizioni per la scoperta di un possibile passaggio a nord-est verso la Cina, nel XVI secolo, epoca d’Oro dei Paesi Bassi.

Per poterlo gustare in purezza, ha deciso di usare una miscela di due differenti distillati di cereali: frumento inglese per la complessità e la struttura e segale dell’Europa centrale per la rotondità (entrambi senza OGM). La miscela di alcool è poi ri-distillata in piccole quantità con nove botaniche che sono state messe in infusione per 24 ore prima della distillazione. Durante le sue spedizioni, il Capitano Barentz raccolse differenti botaniche e a queste ci si è ispirati per scegliere quelle utilizzate per produrre questo gin: oltre al classico Ginepro della Macedonia, l’elemento caratteristico e distintivo dell’aroma è il gelsomino cinese.

Le altre botaniche utilizzate sono: semi di coriandolo rumeno, radice di angelica della Polonia, buccia di arancia della Spagna, mandorle spagnole, liquirizia cinese, corteccia dell’Indonesia e radice di iris dell’Italia.

...o ami il Gin Tonic?

Tutta colpa di un matrimonio: l’Olandese William di Orange diventa re d’Inghilterra e il Gin diventa la bevanda più popolare nel Regno Unito, una pinta di Gin nel ‘700 costava meno di una pinta di birra e un quarto delle case di Londra lo produceva e consumava!

È quindi in Inghilterra che nasce lo stile più conosciuto: il London Dry, che doveva essere prodotto a Londra appunto (anche se oggi non esiste più questa regola), mentre lo stile al palato doveva essere appunto "dry", per segnare un passo avanti rispetto alla ricetta originaria considerata troppo dolce per il gusto anglosassone. Altra regola: per chiamarsi tale, i Botanicals devono essere aggiunti e macerati per massimo 24 ore prima della ridistillazione che avviene in alambicco tradizionale (non aggiunti nella fase finale). La durata della macerazione ovviamente influenza l’intensità degli aromi. Ed ecco che puoi provare quindi due classici di questo stile: Edinburgh Classic Gin o il Ian Macleod preparando i più classici dei cocktail: il Gin & Tonic o un Martini!

Vuoi conoscere un aneddoto sulla nascita del Gin & Tonic? Anche l’acqua tonica usa come ingrediente il chinino ed è nata come farmaco. Infatti la leggenda narra che a metà del 1600 siano state scoperte le proprietà medicinali del chinino, una sostanza estratta dalla corteccia dell’albero di china (cura della malaria, le malattie intestinali, febbre). Nei viaggi ottocenteschi della British East India Company verso l’India non poteva quindi mancare questo miracoloso “tonico di chinico”, l’odierna acqua tonica. Purtroppo era amaro e dal gusto sgradevole e si cominciò quindi a mescolarlo con il Gin per renderlo più sopportabile. Nasce così il Gin & Tonic!

E perché non provare un gin local dagli aromi toscani?

L’uso dei Botanicals può mettere in risalto sensazioni di territorialità. Ed è esattamente l’obiettivo del Sabatini Gin. Artigianalità e animo toscano.

Nasce nella proprietà di Teccognano a Cortona della famiglia Sabatini. Una famiglia che torna alla propria terra e vuole distillarne l’essenza: inizia la produzione di un Gin fatto solo con 9 Botanicals della campagna toscana : ginepro, coriandolo, iris, finocchio selvatico, lavanda, foglie di olivo, timo, verbena e salvia, piante spontanee raccolte nella zona. Il processo è quello classico dell’infusione per creare un London Dry Premium Gin dalla grande personalità, fresco erbaceo, pieno e morbido.


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