Primitivo, l’eccellenza della viticultura pugliese!

Sei sicuro di conoscerlo? il Primitivo ha origini sorprendenti tanto quanto gli aromi che sprigiona! Lasciati trasportare in questo viaggio in Salento!

La Puglia ospita moltissime DOC e vitigni autoctoni, ed è davvero un mondo ricco ed affascinante da scoprire. In attesa di partire per una vacanza in Salento, pregustiamo i sapori della sua uva più famosa: il Primitivo.


Qualche aneddoto

Il Primitivo è un’uva a bacca rossa tipica della Puglia. Alcuni aneddoti: il primo riguarda il nome. Si chiama Primitivo da primaticcio perché matura prestissimo, ed è pronto per la raccolta a volte persino ad inizio agosto, anzi tutte le fasi di crescita della pianta sono anticipate rispetto alle altre uve. Pensa che l’Aglianico del Vulture in Basilicata, coltivato quindi a pochissima distanza, a volte viene raccolto a fine ottobre.

Un’altra storia curiosa riguarda l’origine. È ormai noto che il Primitivo italiano, lo statunitense Zinfandel e il croato Crljenak Kaštelanski sono esattamente la stessa uva, ma da anni si contendono il primato della scoperta e della diffusione, ovvero chi l’ha scoperto e passato agli altri? È abbastanza evidente che non possa essere un nativo americano, ma non si sa se sia arrivato lì dall’Italia o dalla Croazia. In Puglia, la storia nota inizia a fine 18° secolo, con Don Filippo Indelicati, sacerdote e botanico, che dalla zona di Gioia del Colle lo diffonde in altre zone della Puglia e da lì nasce la fortuna di questa splendida uva.

 

Le caratteristiche

Hai mai provato un Primitivo? Se non l’hai mai fatto, è un must! Naturalmente a seconda del luogo in cui cresce e del tipo di coltivazione può offrire espressioni diverse, più eleganti o più concentrate, ma sicuramente alcune caratteristiche accomunano i vini prodotti con quest’uva: il colore rubino intenso e fitto; l’abbondanza di aromi fruttati e maturi, come la prugna, le ciliegie e le marasche o le more; la struttura ricca e corposa, eppure bilanciata con tannini morbidi e sensazioni vellutate in bocca. Tutte caratteristiche che lo rendono un vino piacevole e versatile, facile da servire in ogni occasione.

Gli abbinamenti ideali sono naturalmente con i piatti tipici della cucina pugliese, ma va bene con quasi tutti i piatti della tradizione culinaria mediterranea: ecco qui di seguito i nostri consigli, ma se vuoi un’esperienza davvero unica, comincia a programmare un weekend a Lecce, la città del Barocco, qui trovi i nostri suggerimenti!

 

CASTELLO MONACI

Artas, Primitivo del Salento

Pieno ed avvolgente


Se vuoi davvero fare colpo sui tuoi invitati o fare un regalo che ti faccia ricordare, ecco Artas. Coltivato a Salice Salentino, nei vecchi vigneti in parte ancora allevati ad alberello. Frutto di una terra calda e ventosa, in cui la vendemmia va fatta alle prime ore del mattino per poter portare in cantina uve fresche e aromi intatti. Il colore è profondo per la lunga macerazione delle bucce ricche di pigmenti colorati nel mosto e al naso intenso e accattivante, con aromi di prugna e confettura di more, integrati a note di cacao e caffè e un tocco rinfrescante di eucalipto. Un equilibrio perfetto in un vino che avvolge come un tessuto di seta ed offre una struttura molto ricca con tannini eleganti. Sicuramente un vino adatto a piatti saporiti e cotture elaborate, tielle di verdure, agnello ma anche un calzone barese oppure piatti a base di formaggi come il canestrato.

 

CASTELLO MONACI

Pilùna, Primitivo del Salento

Morbido e caldo


Una macedonia di ciliegie, more e mirtilli, un tocco di foglia di tabacco cioccolato e pepe; intenso e accattivante al naso e morbido e avvolgente al palato, anche se ricco e pieno con tannini fermi, non ha spigoli ed è molto bilanciato. Un vino passe-partout, mette d’accordo tutti i commensali e piace per la sua facilità e per la sua versatilità; perfetto per le feste e per i barbecue estivi in giardino. Da abbinare per esempio a orecchiette o cavatelli con cime di rapa o funghi cardoncelli, o alle classiche bombette pugliesi (involtini di capocollo di maiale ripieni di formaggio canestrato pugliese).

 

#BIO

Primitivo Biologico

Fruttato e speziato


Castello Monaci è una cantina certificata per la Sostenibilità, ma questo vino proviene da un progetto speciale e in vigneti totalmente a conduzione biologica in Salento. Certo, dirai, è facile essere biologici nel Sud Italia, sole, vento, un tempo clemente e compiacente che raramente porta danni alle coltivazioni, ma a questo aggiungiamo il massimo rispetto in tutte le fasi del processo creativo fino al packaging eco-friendly (Qui puoi trovare tutta la selezione di vini biologici). Amarene e marasche al naso, note pronunciate di erbe della macchia mediterranea, e un finale che ricorda piccoli frutti e liquirizia, perfetto per un classico della cucina pugliese: Ciceri e tria (pasta con i ceci)!


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