Le bollicine più bevute al mondo si tingono di rosa!

Finalmente dopo tanto parlare, lo si può anche assaggiare: è arrivato il Prosecco Rosé.

Il Prosecco lo conosciamo tutti, spumante fatto con uva Glera, proveniente da nove provincie del Nord-Est, che ha conquistato più fan dello Champagne, suo rivale Francese. Facile da credere, per il suo carattere approcciabile, facile, gioioso e festoso, adattabile a tutte le situazioni e gradito da tutti.


È da ora disponibile anche la versione Rosé, per la gioia della folta schiera degli appassionati di vini rosati. Infatti il vino è fatto con l’uva Glera unita a Pinot Nero (10%-15%) che dona il colore e non solo.

Gli spumanti rosati

Si tratta di una novità relativa, infatti nella tradizione della zona, troviamo da sempre la produzione di spumanti rosati, prodotti con uve rosse locali o talvolta proprio con lo stesso Pinot Nero. Nulla di strano, dunque: uve, metodi di produzione e mercato di questa tipologia, sono già una realtà. Ciò che cambia ora è la sua collocazione sul piedistallo di una storia di successo, quella del Prosecco per dare una maggiore riconoscibilità territoriale ad una categoria già esistente e già parte della storia e della fisionomia del territorio del Prosecco (clicca qui per un viaggio virtuale). Da qualche mese quindi il disciplinare di produzione prevede la possibilità di vinificare, a fianco al classico Prosecco prodotto con uva Glera, la versione Prosecco Rosé prodotto con uva Glera (85%-90%) e Pinot Nero (10%-15%). Anche il Pinot Nero non è una novità in questa parte d’Italia, è coltivato in Veneto e Friuli-Venezia Giulia da metà dell’Ottocento e nei libri storici di agricoltura se ne trovano molte citazioni.

 

Cosa troviamo nel bicchiere?

Abbiamo parlato delle uve, Glera la gran regina, che già conosciamo per la sua piacevolezza, per la struttura di medio corpo e facile da interpretare e apprezzare, con spiccate note fruttate di frutta a polpa gialla e fiori bianchi, con una piacevole freschezza e sfumature agrumate. Il Pinot Nero è un’uva rossa delicata ed elegante, che apporta un colore rosato tenue e brillante, aromi di piccoli frutti rossi, lampone e ribes, ma soprattutto una maggiore struttura al palato, più corpo, più polpa, maggiore spessore. Quindi il Rosé vuole essere uno spumante facile, ma anche dare sensazioni più intriganti.

 

Come viene prodotto?

La spumantizzazione del vino base, avviene con metodo Martinotti-Charmat per poter mantenere la freschezza e gli aromi fruttati, ma il procedimento è un po’ più lungo. Il disciplinare che ne regola la produzione, richiede almeno sessanta giorni di vinificazione, quindi un periodo piuttosto lungo adatto ad ottenere uno spumante di qualità superiore. Infine, il Rosé può rientrare a seconda della quantità di zuccheri residui, nelle sole categorie Brut Nature, Brut ed Extra Dry.

 

Con cosa lo abbiniamo?

Un vino dunque dall’ampia espressione olfattiva e più profondo e consistente al palato del fratello gemello. Così anche i possibili abbinamenti si espandono.

Certamente è un aperitivo ideale per gli amante degli spumanti rosé, ma anche a tavola riesce ad essere un valido compagno di molti piatti anche un po’ elaborati, come gli spaghetti allo scoglio, con un misto di pesci e crostacei dalle intense sensazioni, timballi e lasagne, che beneficiano di una nota di freschezza, oppure un arrosto di carni bianche o una tartare ben condita… basta provare! Ci vuoi dire i tuoi abbinamenti ideali?


Insomma, ci sono tutti i presupposti per una nuova storia di successo, brindiamo assieme al futuro di questo nuovo vino?

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