Syrah o Shiraz?

È l'ottava uva più piantata al mondo, diffusa un po' ovunque anche se preferisce gli ambienti caldi come la Sicilia dove può maturare completamente ed esprimersi al meglio

Un’uva intrigante, sensuale, misteriosa… ma il suo vero nome qual è? Syrah o Shiraz? Ti racconteremo i suoi segreti e perché piace così tanto!


L’origine è misteriosa, contornata da storie e leggende… forse proviene dalla città persiana Shiraz, qualcuno la vuole originaria della città siciliana Siracusa e da qui sarebbe arrivata nella Valle del Rodano in Francia, dove ha trovato il suo ambiente ideale, influenzato dal mediterraneo e dai riverberi del fiume che attraversa la regione da nord a sud. Qui ha dato vita a vini straordinari e iconici, il più famoso fra tutti l’Hermitage. Questa denominazione è conosciuta per i suoi vini strutturati, longevi, complessi, immancabili nelle cantine più prestigiose e nelle aste internazionali. È stata la scienza, attraverso l’analisi del DNA a sfatare un po’ di miti e a scoprire che il Syrah discende da due vitigni del sud della Francia: Mondeuse Blanche e Dureza. Fino agli anni 70, l’uva era principalmente piantata in questa zona della Francia.

In Australia era conosciuta da tempo ma è solo con il boom commerciale degli anni ’70-’80 che viene piantata in modo massiccio ed esportata in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e poi ovunque. Il nome australiano del Syrah diventa Shiraz, e dato l’enorme successo dei vini australiani nei mercati mondiali, molti consumatori conoscono questo vitigno più nella versione australiana che francese. È così che molti paesi hanno scelto di usare nelle etichetta e nella comunicazione la parola Shiraz invece di quella francese, per esempio il Sud Africa, così come altri preferiscono mantenere la versione originale, per vicinanza stilistica alla produzione francese.

Le caratteristiche

L’uva Syrah è molto versatile e offre una ampia gamma di stili a seconda del luogo di provenienza e delle sue condizioni climatiche, ma anche dell’obiettivo che l’enologo vuole ottenere dal proprio vino. Si possono trovare vini decisamente “fruit-forward”, con un carattere spiccatamente fruttato, ricchi e corposi dei climi più caldi, con profumi intensi di frutta matura, accentuate note di marmellata, di composta, di spezie dolci, abbondanti, voluminosi con alcol spiccato e al palato avvolgenti tannini e sensazioni di piacevole dolcezza nel finale. Così come, soprattutto nelle versioni provenienti da climi più freddi, si trovano piuttosto aromi di frutta fresca e croccante unite a note di evoluzione e terziarie, strutture meno imponenti e più leggere ed eleganti. Una caratteristica importante del Syrah o Shiraz: si distingue per la capacità di durare a lungo, di invecchiare bene, con importanti evoluzioni del vino che nel tempo lo rendono intrigante e affascinante.

Il Syrah in Sicilia

La cantina Rapitalà nasce in Sicilia negli anni ’70 subito dopo il terremoto del Belice, per volere di una bellissima donna siciliana, Gigi Guarrasi, che si innamora di un conte bretone, Bernard de la Gatinais, e con lui decide di far nascere una Tenuta a Camporeale e produrre vino di qualità. Al momento di decidere cosa piantare le due anime della proprietà si scontrano: vitigni autoctoni siciliani o uve francesi? La soluzione migliore è sempre il compromesso e ancor oggi si trovano nei 175 ettari che circondano la proprietà Catarratto, Grillo, Nero d’Avola a fianco a Syrah, Cabernet Sauvignon e Chardonnay.

Nadir è fatto con 100% uve Syrah. È un vino generoso, dagli aromi profondi, carico di ciliegie scure, sottobosco, liquirizia, terra, erbe aromatiche e dolcemente tostato. Un vino che con qualche anno di maturità, guadagna non solo ulteriori note terziarie, ma una straordinaria morbidezza al palato, diventando vellutato e rotondo pur con un carattere deciso e fiero. Un ottimo matrimonio con la pasta alla norma, parmigiana di melanzane, polpette di carne con il sugo.

Il Syrah come compagno ideale

Oltre ad essere un’uva straordinaria vinificata da sola, spesso viene usata in combinazione con altre, proprio per creare dei blend dalle caratteristiche uniche. Se vuoi provarne qualcuno, eccoci in Puglia con uno dei vini della cantina Castello Monaci: il Coribante. I "Coribanti" sono i danzatori che al ritmo del tamburello scatenano balli frenetici e musiche pulsanti trasmettendo energia e armonia senza eguali, così in questo vino si uniscono da un lato la Malvasia Nera, con la sua dolcezza, cremosità, ampiezza e calore, dall’altro c’è il Syrah, energico, verticale, robusto che dona struttura e scheletro, freschezza, aromi di erbe aromatiche e spezie. Ottimo con pasta con le verdure, formaggi stagionati, carni rosse arrostite.

Oppure dal Lazio ecco il Siroe di Fontana Candida. Un vino che nasce dall’unione del Cesanese con i suoi profumi fruttati di ciliegia, visciola, mora e prugna, al Syrah, che porta complessità, note di sottobosco e pepe nero, e una energia e corposità che lo rendono perfetto con i piatti tipici della tradizione laziale, come la trippa alla Romana o l’agnello.


Ecco alcuni vini che puoi scegliere per comprendere un po’ meglio quest’uva così famosa!

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