Via alla scoperta dei sapori di Matera!

Conoscete la storia di Matera e il suo patrimonio culturale ed enogastronomico?

Matera quest’anno è stata eletta (finalmente) capitale della Cultura...Diamo il benvenuto a questo riconoscimento alla città dei Sassi!

Sapete come è nata? Il primo nucleo paleolitico si era insediato nella roccia, nelle grotte naturali e in quelle successivamente scavate a mano, all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, da qui poi è stata modellata l’intera città e si è sviluppata la struttura che oggi godiamo e che si è meritata giustamente il titolo di Patrimonio dell’Unesco. Merita assolutamente una visita e una sosta di qualche giorno, possibile grazie ad accoglienti e trendy hotel e ristoranti molto cool. Il terreno tufaceo e plastico ha reso questa regione ospitale per un vitigno scontroso e altero come l’Aglianico,  nascono infatti cantine pluripremiate per vini rossi strutturati e longevi.


L’Aglianico è una delle grandi uve meridionali e giustamente chiamato a lungo il Barolo del Sud. In Basilicata l’espressione più nobile, si trova nei pressi del vulcano Vulture, fertile e ricco in microelementi, una zona conosciuta per la forte luminosità e la vegetazione rigogliosa, acqua purissima e una continua brezza fresca: le condizioni perfette per coltivare la vite! Quale vino dobbiamo aspettarci? Un vino rosso ricco con tannini fitti ed eleganti, intenso, intrigante e lungo da bere.
 

Il pregio più importante per i Sassi in origine era la loro capacità di mantenere le temperature in un luogo dal clima continentale, strano a dirsi eppure in questo angolo di Basilicata gli inverni sono rigidi, talvolta la neve ammanta il paesaggio a partire dai 1300 mt del vulcano estinto Vulture fino a valle dove si distendono i vigneti, l’estate è calda ma con forti escursioni termiche notturne, ci credete che qui vengono coltivati due vitigni bianchi che di solito si trovano in zone montuose? Ebbene sì, Gewutztraminer e Muller Thurgau qui beneficiano delle giornate calde che favoriscono la maturazione, ma anche delle notti fresche che prolungano i tempi di maturazione sulla pianta e concentrano nell’uva le sostanze aromatiche. Il risultato? Un vino bianco fortemente fruttato e tropicale al naso, con note di lychee, rosa ed erbe aromatiche, in bocca un equilibrio perfetto fra sensazioni fresche di agrumi e una tessitura vellutata.

Per rendere la vostra esperienza extrasensoriale, ecco un consiglio: organizzatevi per tempo prenotando uno spuntino alla Taverna Re Manfredi, o pensate di potervi definire veri Foodies senza aver provato le ricette più profondamente lucane: baccalà e peperoni Cruschi?  Cavatelli di grano arso? Lagane e ceci? O forse volete spaziare nel mondo del formaggio con pecorini più o meno stagionati, o siete più attratti dai gusti decisi e volete ordinare degli “Gnumaridd” ( involtini di interiora di agnello in umido o alla brace)?

Per chi invece ama i vini rossi mascherati da rosati, ovvero quei vini rosati leggeri nell’aspetto ma decisi al naso e in bocca, adatti agli aperitivi estivi ma anche ad accompagnare qualche preparazione ricca di ingredienti saporiti e qualche piatto di carne, ecco il Re Manfredi Rosa! Perché non abbinarlo con dei calzoncelli di ceci ripieni di ricotta e ragù di agnello o un pollo ripieno alla lucana cotto al forno?

Vi consigliamo di entrare in modalità slow, spegnere i telefoni, lasciarvi trasportare da un’atmosfera irreale, passeggiare pigramente per i vicoli e sbirciare qua e là per farsi rapire sia dalla bellezza rupestre, ma soprattutto dagli innumerevoli eventi culturali e musicali in programma per quest'anno!

 

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