La vendemmia… il periodo più frenetico dell’anno!

Tante curiosità su una delle fasi più iconiche e caratteristiche della produzione del vino: la vendemmia

La vendemmia è il momento dell'anno in cui l'uva viene raccolta per esser vinificata ed è anche il momento più atteso e temuto da ogni produttore perché dopo mesi di duro lavoro in vigneto, un minimo errore o un evento atmosferico imprevisto potrebbe rovinare tutto…

 

Quando avviene?

Avrai notato che la vendemmia varia da uva a uva e da regione a regione e si estende circa da agosto a novembre (qui nel nostro emisfero) e da febbraio ad aprile dall'altra parte del mondo. L'uva del 2020 in alcuni paesi del sud del mondo, ora è già stata raccolta, vinificata e alcuni vini pure venduti e bevuti! ...Mentre noi siamo nel bel mezzo del lavoro. Perché dura così tanto? Chi decide la data e quali fattori vengono presi in considerazione?

Il momento "perfetto" è in primo luogo il momento in cui le uve sono "mature", che significa che gli acidi e gli zuccheri degli acini sono in un rapporto ideale per il vino che si deve produrre, e che gli altri elementi, come, ad esempio, i tannini e le componenti aromatiche sono al giusto punto di evoluzione. Ad esempio, per uno spumante si cerca di vendemmiare un po' in anticipo per mantenere una buona acidità che serve per la sua bevibilità e conservazione, mentre va da sé che per ottenere un vino dolce da vendemmia tardiva si cerchi di posticipare il momento della raccolta per avere uve il più zuccherine possibile.

E i vini low-alcohol? Se la fermentazione alcolica trasforma gli zuccheri in alcol i vini a basso contenuto alcolico sicuramente vengono vendemmiati con un po' di anticipo per poter mantenere l'alcol in quantità moderate.

 

Le uve e la geografia della vendemmia

Ogni uva ha una storia a sé, un DNA differente: il Primitivo, prende proprio il suo nome dal fatto che è il primo ad essere raccolto, già ad inizio agosto, mentre l'Aglianico o il Nebbiolo, sono noti perché maturano tardivamente, bisogna aspettare ottobre.

I fattori che determinano il momento della vendemmia sono molti, ma un altro rilevante è la posizione geografica. Riesce facile capire che una Chiavennasca allevata ad alta quota in Valtellina sarà pronto più tardi di un Negroamaro coltivato in Puglia; anche la latitudine ha un suo ruolo, e c'è una differenza netta fra le denominazioni a nord come il Veneto e quelle a sud dello Stivale come la Sicilia, dove le condizioni ben più calde e torride accelerano a maturazione.

Insomma, la vendemmia non avviene in periodi stabiliti a priori, ma sono molte le condizioni su cui ragionare.

 

Vendemmia manuale o a macchina?

Alcuni vini richiedono assolutamente la vendemmia a mano, come per esempio tutti i vini di altissima qualità per i quali già in vigna è fondamentale una selezione dei grappoli migliori, e poi ci sono vini che usano tecniche speciali come l'appassimento, pensiamo allo Sfursat o all'Amarone, per i quali l'uva va raccolta in cassette, massimo 6 kg per ognuna, e l'uva adagiata in un solo strato per mantenere intatti gli acini, che devono riposare, disidratarsi e concentrarsi per alcuni mesi prima di essere vinificati.

Stessa cosa per molti vini dolci, l'uva deve essere raccolta a mano per poter essere appesa nei solai, o distesa al sole, per permettere l'evaporazione dell'acqua e la concentrazione degli zuccheri.

Escluse alcune condizioni particolari, la raccolta meccanica con l'uso di macchine vendemmiatrici è la norma e, con le tecnologie moderne, la qualità che si ottiene è ottima. Per i produttori è un sistema economico, ma soprattutto veloce: pensa agli ultimi anni e ai cambiamenti climatici ai quali assistiamo! Non potendo più contare su un mese di settembre mite e regolare, bisogna avere la certezza di poter vendemmiare rapidamente e in modo efficace le proprie tenute in caso di tempo incerto per evitare magari che degli acquazzoni, temporali e grandine rovinino il lavoro di una intera stagione. Non si può infatti vendemmiare sotto l'acqua, per ovvie ragioni pratiche, ma anche per non rovinare la qualità delle uve; anche il calore cocente di alcune ore del giorno d'estate è deleterio, infatti si vedono sempre più spesso vendemmie "notturne", per esempio a Castello Monaci, proprio per poter portare le uve in cantina ad una temperatura ancora fresca che non ne degradi la qualità.

 

Le tradizioni

La vendemmia nel nostro paese ha una storia millenaria. Se ami leggere i classici puoi trovare innumerevoli citazioni nella letteratura e, talvolta molto attuali, sulle tecniche, sulle uve e sugli stili utilizzati.

Ancora oggi, in alcune regioni, la vendemmia è un momento di incontro e convivialità e il pranzo segue rituali ben precisi: ci si ferma, un cesto fra le vigne o una bella tavolata, si chiacchiera e ci si riposa, si beve il vino della casa o magari il primo mosto, si mangiano i piatti di sempre, le zuppe, i frutti dell'orto, le ricette della tradizione.

Ma il rito più importante è la festa finale che celebra la fine delle fatiche in vigna di un anno e la gioia del nuovo raccolto. Ogni regione la chiama in modo diverso ma lo spirito è comune, gioia festa e soddisfazione, la galzèga in Veneto, lu capucanali in Puglia, o Likof in Friuli. Ci si ritrova per assaggiare il nuovo vino, assaggiare i piatti classici della tradizione e finalmente chiudere un altro capitolo di una storia millenaria…

 

La vendemmia nelle nostre cantine quest'anno ci sta dando grandissime soddisfazioni, sei pronto ad assaggiare la nuova annata 2020?

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