Barolo, il Re delle Langhe

Da un'uva complicata, con pazienza e a volte fortuna, nasce un vino di grande pregio e qualità.

Le Langhe sono una meta d'obbligo per tutti i golosi, un patrimonio gastronomico imperdibile per ogni Gourmet! Tartufi, nocciole, formaggi, tajarin, torrone ma soprattutto vini con identità marcate. Fra questi, il più conosciuto è senz'altro il Barolo, e ora ti spieghiamo perchè.


L'uva: il Nebbiolo

Il Nebbiolo è un'uva capricciosa, che si concede e cresce in pochissime zone, principalmente in Piemonte in provincia di Cuneo, dove nascono Barolo e Barbaresco oppure nella valle lombarda della Valtellina, dove prende vita un vino straordinario, lo Sfursat (attenzione, qui il Nebbiolo si fa chiamare Chiavennasca).

Un'uva complicata, in primavera germoglia presto rischiando di incontrare qualche gelata primaverile e in autunno matura tardi, con l'incognita di pioggia e freddo proprio in tempo di vendemmia. Una delle tante possibili origini del nome sembra derivare da “nebbia” per il periodo uggioso in cui viene raccolta. Non ama stare troppo a contatto con il sole, detesta le scottature e per poter dare un'alta qualità, sulla pianta devono essere lasciati pochi grappoli. Decisamente un'uva non facile da gestire.

Barolo e Terroir

Eppure come spesso succede, quando il Nebbiolo è ben accudito e si è fortunati con il meteo, si esprime con un carattere ed una identità unici, riconoscibilissimi e di grande eleganza. Inoltre è molto sensibile al cosiddetto terroir, ovvero se cambiano terreno, esposizione, tecniche colturali clima, il vino stesso cambia sensibilmente, e lo si vede già passando da Barolo a Barbaresco, due comuni vicini ma diversi per connotazioni naturali, in primis l'altitudine. Una curiosità: le migliori parcelle di vigneto della zona del Barolo, con la migliore altitdine, esposizione, clima, ammesso che qualcuno decida di venderle, hanno un valore che può arrivare anche a 2.5 milioni per ettaro.

Che caratteristiche ha il Barolo?

Il vino Barolo prende dunque il nome dal comune in cui nasce. Lo si riconosce in particolare per alcuni tratti: il colore, gli aromi e i tannini. Il colore infatti stupisce perchè è generalmente scarico e già rosso granato dopo pochi anni, ci si aspetterebbe da un vino così corposo un aspetto più deciso, invece si nasconde dietro un'aspetto leggero e lieve. E invece poi appena lo si porta al naso, ecco che il re dei vini si impone! Aromi pronunciati, floreali con violetta e rosa, ciliegia e prugna, spezie come tabacco, liquirizia, cioccolato, cuoio, cacao e poi le note di sottobosco come tartufo e funghi... infine in bocca ciò che colpisce di più soprattutto in un Barolo giovane, sono i tannini, quelle sostanze che “legano” un po' in bocca, ma che nel tempo si ammorbidiscono e trovano un loro equilibrio nel vino, ma sono fondamentali proprio per farlo durare anche decenni! Nelle aste internazionali alcune vecchie annate possono valere anche migliaia di euro.

Cosa abbinare

Ecco quindi il profilo del Barolo, e quindi con cosa lo possiamo abbinare? Nella tradizione per servire il Barolo veniva richiesto quasi un cerimoniale sacro con rigorosa apertura della bottiglia ore prima e abbinamenti con piatti ricercati e complessi, selvaggina, lunghe cotture...

Per chi vuole sentirsi libero di tornare a casa dal lavoro e aprirsi una bottiglia di Barolo senza troppi preparativi, ecco i nostri consigli! Scegliere una ricetta “affine”, con tartufo o funghi, che riportano alle Langhe, quindi tortelli, tagliatelle o meglio ancora i classici “tajarin” al tartufo; lasagne o filetto ai funghi porcini; faraona o al forno o arrosto; pasta con ragù di carne ben saporito; infine.. ricordati che si può cucinare con il vino: risotto o brasato o stracotto al Barolo.

Come servirlo?

Usa il decanter se hai un vino di almeno 10 anni, che potrebbe avere sul fondo dei depositi dati dal lungo affinamento in bottiglia. Il compito principale del decanter è proprio quello di separare il vino da eventuali precipitazioni solide, ma non è il caso per il 99% dei vini moderni! Certamente essendo un vino molto concentrato e strutturato, ha bisogno di tempo per “aprirsi”, per mostrare tutti i suoi aromi: quindi prendi un bicchiere abbastanza ampio e grande, versa un po' di vino e assaporalo piano divertendoti a scoprire come si succedono i profumi, prima i più intensi poi man mano le piccole sfumature speziate e fiorite. Il vino nel bicchiere si “ossigena” e lentamente lascia uscire il proprio carattere.


Ecco i nostri consigli, facci sapere con cosa hai deciso di abbinarlo!

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